Pirlo è il problema della Juve?

Nelle ultime ore il nome di Andrea Pirlo è rimbalzato più di una volta in uscita dalla Juventus. Ma siamo sicuri che si tratti del reale problema di questa squadra?

Sono un tifoso juventino da quando sono nato ed ovviamente non sono felice di come sia andato il campionato in corso così come tutta la stagione. Non ero d’accordo sull’esonero di Maurizio Sarri la scorsa estate così come ero anche intrigato per la scelta di Andrea Pirlo.

Con il senno del poi siamo bravi tutti a giudicare, c’era quell’odore di Pippo Inzaghi ed ora vi spiego. Ricordate quando il buon Filippo, allenatore in ascesa dalle giovanili del Milan, venne catapultato in Seria A sulla panchina della squadra che lo ha in parte reso grande? Ricordate le difficoltà? Ricordate l’ambiente? Al netto di una società sicuramente diversa e meno stabile di quella della Juventus attuale, il giovane allenatore rischiò di bruciarsi la carriera. Ok che non aveva Cristiano Ronaldo & C. A disposizione ed una rosa di ben altro profilo, ma non sempre il valore sulla carta rispecchia quello poi portato in campo. Pirlo ha inoltre l’aggravante di non aver mai fatto l’allenatore, avrebbe dovuto iniziare quest’anno con l’Under 23 ma sappiamo tutti come è andata a finire.

Sentiamo tanto parlare di Allegri ed un ritorno in pompa magna. Non mi è mai piaciuta la minestra riscaldata. Voglio sportivamente bene ad Allegri per quanto costruito a Torino in cinque anni, ma non sono certo del suo ritorno. Sembra la strada più semplice in questo momento in cui tutto va male, ma spesso non è la soluzione migliore. Non vi è mai capitato di pensare ad una ex fidanzata pensando di riprovarci perché tanto stavate insieme? Beh se è ex un motivo ci sarà, no? Ci eravamo tanto lamentati del suo gioco statico, della squadra che si chiudeva a riccio e dei pullman parcheggiati. Ed ora? Dopo due anni di promesse di gioco scintillante? Niente un passo indietro per tornare proprio lì da dove siamo voluti scappare via.

Aprire un nuovo ciclo non è una scelta pessima. Accettare un fallimento non è segno di debolezza. Dare fiducia e continuità non è una cosa sbagliata. Anche il tanto citato Guardiola non ha sempre vinto la Champions, la Premier, la Liga o la Bundesliga. A fine stagione si tirano chiaramente le somme dell’anno in corso. Si può pensare ad un bel cambio generazionale partendo dal livello dirigenziale ma, soprattutto, passando poi alla squadra. Dentro tanti giovani affamati e qualche veterano da spogliatoio che tiene tutti coesi, poche storie servono sempre e lo sappiamo tutti. Vi ricordate quando arrivò Marotta che fece piazza pulita? Lo ha rifatto all’Inter e guardate cosa ha costruito con Conte. Rifacciamolo anche qui a Torino, di nuovo che male c’è. Svendiamo i grossi pesi di bilancio e ripartiamo concretamente da zero. Basta con i parametri zero “pesanti”. Basta con i giocatori che non sono duttili. Sappiamo com’è il calcio italiano e le identità che le nostre squadre hanno.

Capitolo Cristiano Ronaldo. Il giocatore di oggi non serve a questa squadra ed a questa società. Non lo dico con presunzione di essere chissà chi, ma con i dati alla mano. Il giocatore fa la differenza e lo sappiamo bene. In questo momento non rende, stop. È giusto mettere in discussione anche lui e tutto il suo peso, sportivo ed economico, che si porta dietro. Non ho mai pensato che il giocatore potesse rimanere a vita alla Juventus, sono sincero. Così come, anche per via dell’età anagrafica, non ho mai pensato ad un suo potenziale rinnovo. I conti parlano ed ad oggi l’impatto di Ronaldo ha permesso alla Juventus di crescere come brand, a livello di fama internazionale e nel fatturato. Ha permesso però e tutto questo nei due anni precedenti. Oggi (anche a causa della pandemia) il giocatore economicamente pesa tanto, parecchio. Sportivamente parlando sappiamo a chi ci stiamo riferendo, pur consci che i cicli finiscono. Spreca tanto. Pretende tanto (qualcuno ha detto punizioni per caso?). È una prima donna e se lo compri vai anche contro questi “problemi”. Ricostruire da lui? Perché no. Bisogna però ridiscutere il contratto su una base di almeno 3 anni per ammortizzare i costi e dare il via ad un nuovo progetto. Ricordate la questione senatori che fanno lo spogliatoio che dicevo in precedenza? Ecco, lui potrebbe essere uno di questi (certo un po’ caro però…).

In sostanza, l’allenatore Pirlo ha le sue colpe per carità e non lo nega nessuno. Poteva evitare molto turnover ed imbastire un’idea di gioco su 1113 giocatori di base. Poi, una volta appresi i suoi ideali di calcio, iniziava a far girare i ragazzi per farli rifiatare. Si potevano fare tante cose diverse, ma dobbiamo essere concreti e prendere atto della realtà attuale. Vogliamo fare come faceva Zamparini a Palermo? Uno starnuto e via l’allenatore? Il calcio è fatto di cicli, questo potrebbe essere un nuovo capitolo della storia juventina.

Ricordate sempre #DOMORE & #VIVALAVIDA.


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by Claudio Stoduto