Una settimana con il MacBook Air M1

Mi sono fidato di Apple ed ho comprato un MacBook Air M1 dopo tanti dubbi.

Per chi mi segue da tempo sa che purtroppo non ho avuto un ottimo rapporto con i portatili di Apple. Comprai nel 2017 quello che fu il mio primo MacBook, un Pro 2016 senza Touch Bar, che mi diede non pochi problemi. La tastiera in poche settimane iniziò a cedere per non parlare poi della rottura di alcuni componenti interni quali la scheda video e vari. Insomma dopo tre riparazioni ne ebbi fin sopra la testa e mi venne cambiato con un Pro 2018 dotato di Touch Bar e di processore quad core. Problemi risolti? Lasciamo perdere, tant’è che lo vendetti per questi e mille altri motivi durante il primo lockdown.

Acquistare quindi un MacBook Air M1 2020 non è affatto semplice per il sottoscritto. Sono rimasto scottato, troppo, e non volevo giustificare ulteriormente la spesa folle di oltre 1000 euro. Specie poi comparando il tutto con il mio fantastico iMac del 2012 che, ancora oggi, viaggia alla grande. Insomma ero più tentato quasi da un Mac Mini se devo essere onesto, ma andiamo con ordine.

La scimmia non si comanda ed avendo ormai capito che il mondo degli iPad si sta plafonando, mi sono detto perché non provare questa nuova architettura di Apple? E via. Non appena disponibile su Amazon, in Apple Store è impossibile al momento acquistare qualsiasi cosa, ho fatto l’ordine. Rigorosamente grigio chiaro, addio a quell’orrido siderale che non mi ha mai convinto.

Contento come un bimbo, spacchetto ed inizio ad usare il prodotto. In un primo momento non volevo installare nulla legato a Rosetta 2, ergo lo volevo mantenere il più “vergine” possibile. Poi mi sono chiesto il perché ed ho iniziato quindi a tirare giù il mondo, per davvero. Ho installato tutto che per me vuole dire giusto quelle due applicazioni extra App Store che uso come Git Hub e Visual Studio e poi tutta la mia suite di accrocchi come gestori Cloud. Va tutto divinamente, incredibile. Non ho mai visto la rotella colorata girare e mai mezzo blocco del sistema. Eppure ho preso la versione base, non mi interessava spendere di più. Uni neo è il non supporto di Google File Stream con la piattaforma di M1 di Apple e qui, purtroppo, nemmeno Rosetta fa i miracoli. Devo attendere Aprile per il momento e gestire tutto da browser.


Batteria? Fenomenale. Ridevo e scherzavo il primo giorno d’uso sul fatto che non si scaricasse. Incredibile. Qui si sente la differenza rispetto a tutte le precedenti versioni. Finalmente potete uscire di casa senza il patema d’animo dell’essere senza batteria. Ah, nel caso invece ne abbiate bisogno il caricatore è grosso come un accendino Zippo praticamente. Io uso questo di Anker. Sta nel palmo. Gli bastano 30W per ricaricarsi, un niente.

Schermo? Wow. Ok lo uso in modalità clamshell per la maggior parte del tempo, ma quelle volte che lo apro e lo utilizzo da portatile… Insomma Apple ha fatto un gran bel lavoro qui. Ammetto di non essere un esperto chiaramente, ma posso dire che il mio vecchio MacBook Pro in confronto sembrava quasi obsoleto. Sarà un’impressione, prendete tutto con le pinze, però a me ha fatto questo effetto.

BigSur? Perfetto. Non avevo ancora provato il nuovo OS di Apple per limiti tecnici della mia macchina precedente. Al netto delle differenze grafiche che possono piacere o meno, si vede che è costruito su misura per questo SoC. Tutto è stranamente ottimizzato, brava Apple per una volta.


Il mio setup attuale:


Rimpiango l’iMac?

Per il momento no. Sono sincero. Ho tutto, a parte quel limite software legato alla G Suite. Poi mi sono costruito una scrivania polifunzionale che mi piace e che con un solo cavo mi permette di attaccare, caricare ed usare ogni singolo PC di ultima generazione.s Per cui sono tranquillo e mi va più che bene al momento.

Certo avere una macchina unica senza tanti cavi, accrocchi o altro è più comodo oltre che liberatorio per la mente. Ma alla fine della fiera, grazie al monitor che ho scelto e trovato, ho un cavo solo anche in questo contesto: l’alimentatore per la corrente. Poi il collegamento al notebook tramite USB-C, ma parliamo di un portatile ergo lo stacco e via nello zaino. Per cui è un sacrificio che sono disposto a pagare.


Ricordate sempre #DOMORE & #VIVALAVIDA.


Perché non ci sono i commenti? Semplice, se vuoi scrivermi qualcosa in merito a questo articolo contattami su Telegram o Twitter.


Iscriviti alla mia newsletter settimanale gratuita, serve solo la tua email

by Claudio Stoduto