Il mio 2020

Il 2020 è stato l’anno, fino ad ora, più difficile che abbia mai vissuto.

Il 2020 era inizio come l’anno dalle grandi aspettative. Avrei dovuto compiere dei passi molto importanti a livello personale e familiare che in realtà non si sono poi concretizzati. È cambiato tutto e con esso non intendo solo il contesto che mi ruota attorno. Forse, prima di tutto, sono cambiato io.

Sarebbe stato più facile dividere l’anno in due semestri, ma da buon economista preferisco i più classici trimestri, per noi folli amanti dei numeri e corrotti dal potere del dio denaro. Mi sento più a mio agio ecco 😜.

Q1

Il mio Q1 è stato terribile. Da gennaio a marzo ho letteralmente toccato i punti più bassi della mia vita. Ho perso il lavoro, ho incrinato tutti i rapporti personali e non che avevo e mi sono chiuso su me stesso imbarcandomi verso una bruttissima strada che non mi pareva avere una fine. Ho commesso una serie di cavolate una dietro l’altra che ho pagato per intero, nessuna esclusa. Ho passato ed ho fatto passare dei mesi terribili. Il lavoro che non andava e la pandemia poi mi hanno segnato. Ed io? ho reagito vomitando tutto su chi non ne poteva nulla in quel momento facendo male, molto male.

Q2

Da ogni azione deriva una reazione, semplice termodinamica. Raccogli ciò che semini, si dice. Insomma potrei andare avanti per ore, morale della favola il mio Q2 da aprile a giugno è cambiato completamente. Il lavoro ha reingranato alla grande dandomi tutte quelle soddisfazioni che cercavo da anni perché mi ero rimboccato le mani ed avevo fatto tanti sacrifici importanti. Poi sono io sono iniziato a cambiare, nel profondo questa volta. Ci sono state delle scelte personali figlie del Q1 che non potevano andare diversamente e che quindi si sono concretizzate. Si sbaglia, si paga sempre.

Q3

Il Q3 è stato scintillante e devastante. Vi spiego meglio. L’estate, lo spritz, il lavoro che andava a gonfie vele e tutto che iniziava a girare finalmente. Credo sia stato uno dei momenti più belli e felici della mia vita e parlo come persona proprio. Avevo raggiunto una consapevolezza che non pensavo mi potesse appartenere e che posso dire di aver perso negli anni arrotolandomi sulla mia persona e sulla mia rigidità inutile. Dire che avevo perso il sorriso sarebbe riduttivo, mi ero incartato su me stesso senza rendermene conto. Mi sono goduto per la prima volta in 26 anni le vacanze che tanto desideravo e che vedevo come un lontano miraggio nei torridi mesi estivi a Torino. Mi sono goduto ogni singolo momento vissuto, per davvero. E quando dico tutti intendo proprio tutti. Dalla coda in tangenziale fino al ritorno in treno nonostante il COVID e la pioggia torrenziale alla Stazione di Porta Nuova, tutto. Si sa però che dopo una discesa c’è sempre una salita, no? Carico a molla, c’è stato il più classico dei tracolli. Quelli che fanno male e che ti spezzano in due. Pensavo di avere davanti a me una nuova fase, una nuova parentesi con un qualche cosa di completamente diverso che non avevo ancora mai affrontato. Aveva un suo significato ed avevo riscoperto vecchie sensazioni che purtroppo persi come uno scemo. Vedevo tanti miei cambiamenti ma anche tante novità che delle volte non sapevo spiegare a me stesso ma che erano figlie semplicemente di una cosa: stavo finalmente crescendo, alla tenera età di 26 anni. Sono sempre arrivato tardi su tutto, perdonatemi. Non tutto va come ci si aspetta nella vita o come gli altri vogliono. Spesso le inculate sono dietro l’angolo. A costo di essere volgare e scurrile, la verità è questa. Per cui, per la seconda volta in un anno, mi sono dovuto ricostruire da zero ma con un vantaggio: me stesso. Una volta è tosta, rifarlo a distanza di pochi mesi non è stato semplice e non lo auguro a nessuno. Ma ho le spalle grosse, una famiglia che mi è stata vicino e degli amici moooooolto pazienti 😊.

Q4

Poi arriva il Q4. Wow. Cosa puoi dire se non questo? La vita ti riserva mille sorprese, magari anche dietro l’angolo dove sei passato per anni. Il problema sta a noi saperle cogliere e godercele fino in fondo. Il tempo è volato ed in un lampo è arrivata la fine dell’anno. Ho posto delle basi in questo periodo per il futuro, basi importanti partendo sempre da un unico grande denominatore: me stesso. Non lo avevo mai fatto e so che sarà anche egoista, ma era arrivato il momento giusto di farlo mi spiace. Ho tirato delle somme scoprendo come in sei mesi avessi raddoppiato il fatturato dello scorso anno pur con i mille problemi affrontati, di come abbia aggiunto vari nuovi clienti e/o lavori entrando in “famiglie lavorative” bellissime e creando dei rapporti fantastici. Ho iniziato a godermi il weekend ed ad arrivarci stanco per poter dire che quel giorno sarei rimasto volentieri nel letto. Certo la pandemia non ha aiutato, limitando molto il vivere tradizionale a cui eravamo abituati, però con le giuste precauzioni mi sono goduto ogni singolo momento. Ho iniziato ad ascoltare le persone e, soprattutto, a mettere il mio egocentrismo un po’ in disparte. Poco eh, non tanto. Ci sto lavorando. Il Q4 è andato alla grande, non c’è che dire.

Cosa ho imparato nel 2020?

A conoscere me stesso ed ad averne fiducia. Sono un pazzo ed un folle, chi mi conosce lo sa, ma spesso non mi sbaglio. È difficile vivere sempre di istinto, ma se sei fatto così non puoi cambiare più di tanto, puoi imparare a conviverci ed imparare da questo aspetto a trarne il meglio.

A ricercare i miei limiti fisici e mentali. Capire fino a dove mi posso spingere nell’ottenere qualcosa o fin dove posso arrivare con il mio corpo. Ho fatto 50 km in bicicletta in una mattinata, una roba che mai avrei pensato di fare, incredibile. Ho preso una costanza nell’allenarmi assurda e non lo ho fatto per sentirmi più figo, quanto per una questione di testa e di scarico delle tossine. Mi sento e sto meglio, non c’è altro da dire.

Ho imparato a tenere la testa bassa e lavorare seriamente. A saper chiedere aiuto ed a fare i sacrifici giusti. Mi sono reso conto di averne fatti molti negli anni, anche non richiesti, per cui ho iniziato più che altro a godermi la vita e non a vivere per morire. Questo vuole dire premiarsi e dare il giusto peso a ciò che mi sono conquistato con le mie forze e le mie idee. Sono “programmato” per una certa vita, non voglio viverla al ribasso o accontentandomi anche perché una ne abbiamo. Ho sempre sbagliato imponendomi vincoli e limiti stupidi che mi hanno condizionato la vita, bastava vivere e mi mangerò le mani per sempre. Non so quante volte mi è stato detto da una persona che mi è stata cara. Sono un idiota? Si, probabile ma accetto le conseguenze prendendomi le mie colpe dagli errori commessi.

La foto con la mascherina rappresenta più di ogni altra cosa il mio anno per intero: la pandemia, il saper lavorare concretamente a testa bassa e l’avere cura per me stesso.Ho perso un po’ di capelli, ma quella oltre ad essere genetica, è anche una delle conseguenze che sono disposto a pagare per via dei miei sbagli. Magari chiederò consiglio a Cristiano Ronaldo con la sua clinica su come fare o, più semplicemente, rasoio e via con la boccia 😜 .

2021?

Tanto, tantissimo. Compio 27 anni, sono molto vicino ai 30 ormai. È un periodo in cui voglio mettere radici importanti e ben radicate. Aprire e chiudere dei cerchi ma soprattutto VIVERE.

Rido e rido sempre. Sono così, croccante. It’s Tommy Time 😜

Mi venne data una volta una delle definizioni più belle a cui sono ancora legato: “Perché tu sei così, barba o non barba, rimani un coglione”. È vero. Più che mai in quelle semplici parole c’è il mio io più nascosto: dal cazzaro al serio, ma soprattutto di colui che vuole vivere la propria vita. Non avevo ancora visto al tempo quella persona descritta, ma che oggi c’è più che mai. Per cui grazie a chi me lo disse e grazie a chi ho rotto le balle in quest’anno e mi ha supportato/sopportato.

Non è un anno triste. È un anno di cambiamenti. È un anno di novità. È un anno di consapevolezza. È un anno che vedo non come il bicchiere mezzo vuoto ma mezzo pieno. Positività, sempre. Si impara da tutto, ve lo posso garantire. Anche quando fa più male.

Che anno folle questo 2020.

Ricordate sempre #DOMORE & #VIVALAVIDA.


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by Claudio Stoduto