Ho ripulito la mia identità digitale pubblica

Qualche mese fa ho preso la decisione di ripulire la mia identità digitale.

Chi sono in Rete è palese. C’è scritto su questo sito in primo piano e sono stato io a volerlo. Sono nel Web da quando avevo 16 anni e solo ora sto iniziando a prenderne le distanze per tanti motivi. Ho fatto il giornalista tecnologico, ho fatto video su YouTube agli albori e poi mi sono messo a fare il podcaster. Sono passati dieci anni complessivi ed è arrivato il momento di pensare al futuro, di andare oltre.

Per noi che siamo cresciuti con i social media nell’età adolescenziale ed il mondo di Internet 2.0, non ci sono alibi. Oggi le aziende in fase di colloquio vanno ad effettuare uno screening di quella che è anche l’identità digitale. Quante volte vi siete imbattuti nei post di vari calciatori famosi su Facebook rivangati dal passato in cui da piccoli lanciavano commenti contro lo stesso loro datore di lavoro? Chiesa, Zaniolo e non solo. Di esempi ne è pieno il Web e le pagine Facebook goliardiche non sarà difficile trovarne uno. Ecco, noi persone comuni, non siamo affatto diversi da loro e per chi ci vuole assumere il concetto non cambia. Pensate che non vi facciano uno controllo? Seriamente? Ho di recente scoperto che sono stato scartato più di una volta perché aprendo il mio sito leggevano la descrizione Giornalista, podcaster e consulente digitale, per cui tirate voi le conclusioni. Siamo nel 2020.

Da settembre in avanti ho piano piano deciso di andare a rendere meno pubblica la mia vita sul Web. O meglio ho deciso di rendere pubblico solo ed esclusivamente ciò che io, Claudio, ho consapevolezza di voler condividere. Ho fatto un bel reset di tutti quelli che sono i miei profili social ed ho catalizzato l’attenzione su questo sito. Qui comando e decido io. Da qui parte ciò che viene condiviso.

Ho adottato una piccola strategia differente per ogni social che vi voglio illustrare al volo.

Facebook

Il social che utilizzo di meno e che è più semplice da blindare e circoscrivere. Dal menù delle impostazioni potete andare a visualizzare tutti quelli che sono i parametri pubblici del vostro profilo. A partire da i post fino ad arrivare alle foto e le informazioni. Io ho inserito il dettaglio per cui solo chi è mio amico può visualizzare tutto ciò che mi riguarda. Sia chiaro che non accetto l’amicizia di chiunque, anzi l’esatto opposto. Facebook è un diario personale a modo suo, sebbene poco utilizzato. Per cui lo ritengo molto intimo ed accetto solamente chi realmente conosco dal vivo e di persona. Non siete fra questi? Occhio che o vi ho rimosso dagli amici o non accetterò la vostra richiesta.

Twitter

Purtroppo è lo strumento con meno controllo fra tutti. Non voglio un profilo privato, qui non ha molto senso. Di fatto però ne ho limitato moltissimo l’utilizzo ai fini di ciò che faccio in Rete o di qualche commento ogni tanto sul mondo del Motorsport.

Instagram

Il mio social preferito, quello su cui passo più tempo come tutti voi. Semplice, profilo privato che consiglio a tutti quelli che non fanno attività di promozione in Rete costante. Vale un po’ la regola di quanto detto per Facebook, è un diario personale per cui se ti conosco va bene altrimenti prosegui dritto, grazie. In realtà sono un po’ più morbido per quanto riguarda accettare le varie richieste delle persone, ma diciamo che faccio comunque uno screening, mi spiace.

Linkedin

Non ho cambiato approccio. Lo uso relativamente poco e solo per fini commerciali e/o aziendali. Lo tengo molto pulito da questo punto di vista e, lavorativamente parlando, preferisco sia pubblico.

YouTube

Qui addio a tutto. È il secondo motore di ricerca per eccellenza, per cui non ci si mette mezzo secondo ad immettere nome e cognome trovando tutto ciò che si desidera. Provate voi stessi, chiaramente se negli anni avete caricato qualcosa si intende. Io ho rimosso tutto. Per prima cosa perché non sono più quella persona. In secondo luogo perché mi è capito anche ad una cena che venisse tirato in ballo questo mio passato e la cosa non mi ha fatto molto piacere.

Sito Web

L’approccio qui non cambia. Posso decidere cosa mostrare e cosa nascondere per cui sono io il “padrone”. Tutte le pagine sono commisurate in maniera tale da avere un loro scopo. Sebbene ogni tanto sfoci in qualche cosa di intimo e personale, non aspettatevi che vi racconti di quanto sia bella la mia eventuale moglie, i miei ipotetici figli e quant’altro. Non più.

Ma devo cancellare tutto il mio passato?

Dipende da voi. Certamente se avete inviato delle blasfemie o degli insulti contro il Papa o il Presidente della Repubblica magari si, ma diciamo che forse potreste non essere nemmeno davanti a questo monitor a leggere l’articolo. Ridete pure, ma iniziano ad essere fortunatamente molte le denunce (e non solo) in tal senso per cui occhio. Sono poi dell’idea che un concetto, se rivolto a qualcuno, sia meglio detto in faccia se si ha l’opportunità di farlo. Lanciare sui social delle frecciatine verso terzi è da adolescenti stupidi. Lo dico avendolo fatto anche io, non me ne vergogno. È un aspetto di cui si prende coscienza solo con il tempo. Guardate i 40enni e 50enni di oggi, loro che usano questo modo come unica via di comunicazione.

Sicuramente rendendo meno pubblici e privati gli account potete mantenere tutto ciò che avete postato negli anni. Ma la decisione in quel caso spetta poi a voi. Io, ad oggi, sono più propenso per il lucchettare tutto come avrete capito.

Infine un consiglio. La vita è lì fuori. Non è dietro ad uno schermo. Non è una questione di like su Instagram e di mi piace. Questi strumenti ci hanno cambiato la vita, in bene o in meglio ancora non è ben chiaro. Certo possiamo andare ad utilizzarli noi al meglio e trarne dei vantaggi. Il bello di condividere non è quello di farsi i fatti degli altri, di essere impiccioni e di ficcanasare sempre. Purtroppo per tanti, e ne conosco diversi, è così con tanto di giudizio sempre lì pronto. Così come non è bello essere in grado di ricostruire la vita di una persona, le conoscenze e quant’altro in piena modalità stalker/detective. Non sono nati per questo e, se foste così, un piccolo esame di coscienza io me lo farei. Il bello di condividere è poter dire la propria e/o mostrare chi si è realmente, non un fantoccio costruito per il Web.

Occhio quindi e, se potete, date una bella ripulita.

Ricordate sempre #DOMORE & #VIVALAVIDA.

P.S. Con identità digitale spesso si intende lo SPID. Si chiaro che, in questo post, intendo tutt’altro. Ci siamo capiti, no?


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by Claudio Stoduto