Grazie Valentino

Si tratta della fine di un’era, di un’epoca e di una lunga storia d’amore. Grazie Valentino Rossi per tutto.

Sono cresciuto con Valentino Rossi. Posso dire che, al netto della fede calcistica, è lo sportivo che più mi ha condizionato e appassionato in tutta la mia adolescenza. Più di Schumi, più di Federer, più di CR7 e Messi. Se dovessi sceglierne uno ed uno solo sceglierei lui: Vale.

Grazie a lui mi sono avvicinato al mondo del motorsport ed a quello delle due ruote. Una passione che mi ha incollato per anni alla poltrona ed al divano a partire dal venerdì pur di vedere tempi, analisi e gare in prima fila. Era un dogma, era la mia messa. Non stava bene a tutti, tanto che ad un certo punto non riuscii più a guardare le gare per mille motivi. Poi però quel cerchio che si chiude, il passaggio in Petronas a fine 2020 con una nuova sfida e quel sentore di essere arrivati al capolinea. Una fermata che andava vissuta “insieme” e che mi ha fatto riallacciare di nuovo a questo mondo. Il minimo comune denominatore? Vale, che ve lo dico a fare.

Ricordo ancora benissimo l’ultima gara con la Honda a Valencia con quella livrea particolare che fece il giro del mondo. Così come, pochi mesi dopo, la prima vittoria in Yamaha contro “l’odiato” Biaggi e quel bacio finale alla M1 che ha fatto commuovere tutti. Di gag ne potremmo tirare fuori tantissime così come di momenti goliardici. Senza dubbio, in un momento difficile come quello vissuto tra il 2008 ed il 2009, il successo più godurioso è stato quello su Jorge Lorenzo a Barcellona. Avete capito, quello dell’ultima curva dopo un eterno duello. Meglio, per me, di Laguna Seca con Stoner o delle mille battaglie con Gibernau. Per quel GranPremio in Catalogna, come per tutti penso, è venuto giù il mondo. Mi sono messo a correre per la casa come un pazzo gridando alla follia e non capendo nulla per almeno un quarto d’ora. Come dimenticare poi le grida nei campeggi da piccolo quando magari tutti ci riunivamo la domenica alle 14 per vedere l’ennesima vittoria? E poi? E poi anche la tristezza, quel destino bastardo con la morte di Marco in diretta TV. Forse, chissà ma è andata così…

Mi è sempre piaciuto Valentino anche per i modi furbi e cattivi allo stesso tempo che ha usato nella sua carriera. Quando le cose non andavano bene lo diceva apertamente, si veda lo scontro con Marc Marquez o il rapporto con Biaggi. Non ha sempre pagato e qualche volta, si veda il 2015, è andata male.

A conti fatti l’unico alieno che non è mai stato battuto da Vale è proprio MM93, il funambolo spagnolo portatore di una nuova generazione di piloti. Lui ha portato tutto ad un altro livello: dalla guida al duello, passando per lo sviluppo e la psicologia. Al netto di quanto successo con Lorenzo, Marquez e lo stesso Vale, è stata comunque una gran bella sfida. È andata così.

Scrivo Vale e non Valentino perché… Niente.

Ciao Vale, Buon proseguimento.

Ricordate sempre #DOMORE & #VIVALAVIDA.


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by Claudio Stoduto