100% iPaddista

Ho venduto il MacBook Air ed ho solamente due iPad.

Durante la newsletter di questo sabato, vi ho raccontato di come fossi entrato in possesso di un nuovo iPad. O meglio due. Si perché settimana scorsa presi un iPad Pro 11 2018 256 GB con LTE ad un prezzo irrisorio. Subito dopo lo scambiai con un amico per il suo iPad Pro 10.5 2017 salvo poi accorgerci entrambi che non erano i prodotti che facevano al caso nostro. Ergo nuovo switch e ritorno alla formazione originale.

Contestualmente si iniziava a formare nella mia testa un pensiero sempre più grande e che derivava dal mio nuovo lavoro. Come sapete, presi il MacBook Air M1 qualche settimana fa e ne rimasi profondamente scioccato, in positivo. Avevo davanti a me la macchina perfetta: 1000 euro circa, ottime prestazioni ed una batteria infinita. Cosa volere di più? Niente, almeno per quello che era il mio precedente uso. Ero un libero professionista e quindi avevo necessità di un portatile che mi accompagnasse nelle mie attività “lavorative pomeridiane”. Ci lavoravo e, spesso, non bastava l’iPad per tutti gli ambiti. Dopo la succosa vendita dell’iMac, presi la decisione di acquistare questo portatile che mi avrebbe garantito almeno 5 anni di relativa tranquillità. Poi cambiò tutto e, insieme al nuovo lavoro, è arrivato anche un pc aziendale dedicato. Ergo per lavorare non mi serve altro se non lui e non posso usare altro se non lui. Poteva la mia folle testa non pensare qualcosa di “malefico”? Ovviamente no. Vi racconto per step.

Fase 1

Ho venduto l’iMac e mi sono subito guardato attorno. Contestualmente presi un monitor Dell da 27 pollici con una porta USB-C, hub dedicato ecc ecc. Il monitor che volevo da sempre e che, al netto della qualità secondo alcuni, fa per me. Mi portai avanti verso una scrivania modulare che mi permettesse di poter collegare l’iPad o il computer di lavoro sempre alla stessa postazione, ma tutto questo lo feci in maniera incosciente. Sono stato lungimirante nell’acquisto del monitor perché in testa avevo già forse quest’idea per avere meno “vincoli” con l’iMac e più libertà (con i portatili) e flessibilità.

Fase 2

Arriva il MacBook Air M1. Tanta convinzione e subito inizio a sfruttare la scrivania in maniera concreta passando senza problemi dal notebook del vecchio lavoro a quello personale per il lavoro del pomeriggio. Per passatempo poi potevo tranquillamente usare anche l’iPad e passare con lui il resto del pomeriggio su un monitor gigante con tastiera e mouse collegati e tutto già pronto. Ero indubbiamente comodo, non lo nego.

Fase 3

Il nuovo lavoro cambia le esigenze. Stravolgo la mia vita ed annullo tutto il mio mondo lavorativo. Inizio a pensare che rimanere solo con iPad non è poi così male per uno come me. La mia routine inizia attaccando al monitor il PC del lavoro con Windows (si, lo so) con il cavo USB-C così da ricaricarlo, usare le porte e gli hub dedicati ed avere tutto già connesso. Quanto è bello avere tutto plug and play? Finito l’orario di lavoro posso spegnere tutto e cazzeggiare per quella che è la mia vita. Ed il MacBook? Mai più toccato, purtroppo.

Fase 4

Arriva il secondo iPad. Lo fa in maniera del tutto casuale e senza alcuna intenzione. Il classico affarone su Subito da prendere al volo e non farsi sfuggire. Che fai, te ne privi? Ovvio che no. Quindi iPad Pro 11 2018 pompato che arriva in casa nuovo di pacca. Volevo da tempo un prodotto più compatto del mio 12,9”, ma non avevo il coraggio di prenderlo nuovo per via dei costi. Lo volevo comunque con il supporto alla SIM, ma non avevo grosse esigenze sullo storage. Qui mi è capitato persino il modello da 256 GB. Top insomma. Il risvolto della medaglia era pesante. Il MacBook prendeva sempre più polvere e, come per magia, iniziava sempre di più a calcificarsi la mia idea iniziale. Parlo proprio di lei, quella rimasta un po’ nell’ombra. Per cui, dopo lauti consigli ed un ragionamento lungo e decorato da uno spritz sul Lungo Dora a Torino, arriva la decisione: io con il MacBook non ci lavoro più, non mi serve e non me ne faccio più nulla purtroppo. Con l’iPad sostituisco tutte quelle operazioni di base che un utente come me ormai può fare. Se ne ho bisogno, posso fare anche qualcosa in più grazie all’esperienza che ho accumulato negli anni. Non lo dico per vantarmi, semplicemente non sono il classico utente da iPad e divano ecco.


Ok dopo avervi descritto la situazione in puro stile Marvel con le sue fasi, traiamo delle conclusioni.

Mi ritrovo con due iPad, è vero. Di fatto ho messo in vendita il modello più piccolo ad una cifra folle. Questo perché l’ho pagato pochissimo, è nuovo appena cambiato da Apple e perché “La vita è una plusvalenza” e non lo dimenticate. Al netto di questo, piuttosto che avere due telefoni, di cui me ne faccio poco o nulla, in questo momento non mi dispiace avere due iPad. Per molti lo smartphone è l’estensione della mano, per me è l’iPad. Il 12,9” è il mio portatile “completo” grazie anche alla costosissima Magic Keyboard. Ha tutto dal 4G fino a 256 GB di spazio e non ha bisogno di altro. Il modello più piccolo è invece quello che per me è stato l’iPhone 8 Plus fino a qualche mese fa: un prodotto complementare ai miei principali ma comunque autonomo e non dipendente da terzi.

Posso dire che si tratta comunque di un doppione. Al netto di come la si voglia intendere o di come uno voglia rigirarsela (con un utilizzo particolare), rimangono due iPad uguali fra di loro. Potrei sentirne la mancanza del più piccolo, ma non mi strapperei i capelli ecco. Se lo vendo alla mia cifra bene, se non lo vendo bene uguale. Quindi diciamo che questo Pro 11 è il mio iPad, mentre il Pro 12,9 è il mio portatile vero. La vera comodità, per chi è folle come me, sta nell’aver costruito una scrivania modulare che mi permette di poter collegare tutto ciò che desidero senza dover cambiare niente. So che sembra una cavolata, ma un singolo cavo e si fa tutto non è affatto male credetemi.

Sono ufficialmente un iPaddista al 100%. Non ho un computer personale o meglio lo ho e si chiama iPad Pro 12,9” 😜. La cosa bella è che durante lo scorso lockdown, esattamente un anno fa, mi ritrovai nella stessa identica situazione. Il contesto era diverso e per necessità dovetti vendere il MacBook Pro (sia lodata quella mossa). Ora ho scelto di mia spontanea volontà, per tanto ne sono felice. Vediamo come andrà.


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by Claudio Stoduto