Sono passato alla ricarica wireless su iPhone

Sono cambiate le mie abitudini così come ho voluto cambiare il sistema di ricarica del mio iPhone.

Sono sempre stato non restio, ma di più in merito a quella che era la ricarica del mio smartphone principale, l’iPhone. Quando ho preso l’iPhone XR mi sono “imposto” di cambiare il metodo di ricarica e far durare la batteria del dispositivo tutto il giorno grazie ad una serie di accorgimenti:

  1. l’utilizzo dell’alimentatore da 2A;
  2. cavi originali Apple;
  3. accortezza sulle applicazioni in background.

In precedenza usavo ciò che avevo, qualsiasi tipologia di cavo senza interrogarmi sulla sua provenienza. Stesso discorso per la fonte della sorgente elettrica, insomma non mi importava. Facendo però un paio di test, notai subito come la carica e la scarica del prodotto fosse molto più lineare e costante e, oggettivamente, la batteria durava decisamente di più.

Ho usato questo metodo fino ad un paio di settimane fa. Sulla carta, durando lo smartphone tutto il giorno, non vi era alcuna criticità. Sulla carta però, perché all’atto pratico poi andavo in paranoia se quel giorno avevo bisogno del telefono un po’ di più e dovevo ricaricarlo verso le 19. Oddio, come faccio ora? Credetemi, non scherzo.

Poi è scattato qualcosa. Ho fatto alcuni test con la ricarica wireless che non ho mai apprezzato. In primis per il calore generato ed il potenziale danno alla batteria al litio. In secondo luogo perché si era ed è comoda, ma alla fine avevo sempre la dock lì pronta.

Terminato il trasloco ho deciso di rendere più pulito ed elegante il mio comodino. Ho sempre la mia centrale Anker che fa da hub universale per la corrente a cui ho collegato un cavo triplo (con uscita USB-C, micro-USB e lighting), la base per l’Apple Watch ed infine una comodissima basetta Yeelight (che include una luce comoda, e rimovibile, proprio da comodino ed una base wireless). Tutto tramite una sola presa, già che figata.

Con il passare dei giorni mi accorgevo di come le mie abitudini stessero cambiando e che quando arrivavo in casa, preferivo appoggiare lo smartphone proprio su questo prodotto di Xiaomi. Era sempre di più una mossa inconscia, ma che piano piano mi ha “conquistato”. Lui, lo smartphone, si ricaricava ed allo stesso tempo non era vincolato ad una dock fisica. Insomma, era libero ecco per poter essere sollevato in qualsiasi momento. In questo modo so sempre dove lascio l’iPhone e paradossalmente lo ho sempre carico. Ok non avevo troppi problemi legati all’autonomia durandomi un giorno, però ammetto che non avere nemmeno il pensiero di poter dire di avere il telefono scarico beh non è male. Ho il dispositivo sempre carico, non è la soluzione migliore e sì tutto quello che volete, avete pienamente ragione. Non voglio più essere schiavo, credetemi. Sta lì, mi serve lo prendo e lo uso. Non lo uso? Si carica, nel caso mi servirà. Basta pippe mentali e basta paranoie. Sono oggetti di consumo che si, potremmo esserci affezionati, ma hanno una data di scadenza.

Chi mi ha seguito negli anni sa quanto ho odiato la ricarica wireless, ma alla fine ha vinto lei. Che strana la vita, no?


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by Claudio Stoduto