Non voglio più essere un giornalista

Sono stato un giornalista per 10 anni, ora sinceramente sono stanco ed è arrivato il momento di smetterla.

Negli ultimi due mesi sono cambiate talmente tante cose nella mia vita che faccio persino fatica a contarle. Ho chiuso instaNews.it e piano piano con esso quello che era un percorso iniziato oltre 10 anni fa.

Ero infatti piccolissimo quando sognavo di avere un giornale tutto mio con una serie di vantaggi e svantaggi. Sapevo che non si sarebbe dormito, che avrei dovuto correre sempre dietro ogni notizia e che tutto ciò mi avrebbe provocato uno stress incredibile. Era stimolante, era divertente ed era qualcosa di mio. Ecco proprio questo è stato uno degli errori che ho commesso nel corso degli anni. Ho pensato solo e sempre di voler creare qualcosa di proprietà di Claudio Stoduto. Sono entrato in varie testate che mi hanno permesso di crescere, migliorare e rapportarmi con gli altri cosa che non ho mai fatto in maniera reale e concreta.

Arriva però quel momento in cui non senti più quel formicolio nella pancia. Quella strana sensazione di come quando vedi tutti i giorni la donna amata. Quel movimento che ti scuote e che ti fa vibrare ogni singola parte del corpo. Per me non era più così. Non lo era da tempo ma non lo volevo accettare, anzi. Purtroppo sono quel genere di persona che ha bisogno degli altri per fargli aprire gli occhi poiché da solo continua e continuerà sempre a mettere i cerotti sopra ad ogni singola ferita. Sono limiti e difetti, purtroppo.

Piano piano ho quindi assimilato l’addio prima alla mia ultima collaborazione (con non poche conseguenze personali) e poi a tutti i miei progetti editoriali. Sono rimasto io e questo sito con le sue diramazioni che, avete visto, vengono curate nel tempo libero. Già così sarebbe dovuto essere: tempo libero. C’è chi ha varie passioni, chi invece che si diletta in sport estremi. Io avrei potuto scrivere ogni tanto. Non era e non sarebbe mai stato il mio lavoro perché non ne sono realmente portato. Racconto, questo è vero, ma solo di ciò di cui mi interessa per davvero. Tutto il resto lo tratto male e non mi vergogno nel dirlo. È un mio limite ed è chiaro, ma sforzarmi a tutti i costi sarebbe stato ancora più sbagliato e deleterio nel lungo periodo.

L’esempio più lampante ve lo do in queste ultime due settimane. Ho ricevuto una risposta da un grosso gruppo editoriale internazionale. Avevo fatto domanda per collaborare con loro durante il lockdown prima che tutto il mio mondo si sgretolasse. Il settore era quello delle automobili che a me, personalmente, è sempre stato estraneo a livello giornalistico. Ho provato, ho tentato ma le aspettative erano troppo alte da entrambe le posizioni tant’è che abbiamo deciso di non continuare nemmeno il periodo di prova. Io non mi sentivo bene nello scrivere quel determinato genere di pezzi e loro non si trovavano bene con me e con il mio “stile”. La scelta è stata in qualche modo reciproca ma io sentivo un peso enorme addosso che si è tolto solo nel momento in cui ho chiuso il telefono e mi è arrivata la mail per il saldo della fattura. Qui ho capito quella che era la mia strada, cioè non quella da giornalista.

Chiaro è che si tratta di una scelta difficile ma che dentro di me avevo già preso. Sono passati dieci anni e, come nelle migliori storie d’amore, bisogna capire quando dire basta se le cose non funzionano.


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by Claudio Stoduto